Benedetto e le origini dell’Europa

Accanto ai grandi personaggi storici – da Carlo Magno a Napoleone a Bismark – all’origine dei popoli e delle loro culture c’è l’azione di uomini e donne che con la loro santità hanno fatto la storia del nostro continente. Marina Motta ne ripercorre la vicenda in Carismatica Europa, come i santi hanno rivoluzionato la storia dell’Occidente (Città Nuova, 2015).
Carismatica Euopa. Come i santi hanno rivoluzionato la storia dell'Occidente_Città Nuova

Vi offriamo uno stralcio del nuovo libro del mese: Carismatica Europa, come i santi hanno rivoluzionato la storia dell’Occidente (Città Nuova, 2015)

 

«Il vuoto giuridico, sociale e politico che la caduta dell’impero e le infiltrazioni dei popoli del Nord avevano provocato, avevano ge­nerato un grande senso di smarrimento e di paura. Dalla II metà del V secolo fino al VII secolo l’Europa si configurava come un grande campo di battaglia. Per i popoli dell’impero era l’apocalisse, la fine della sola civiltà possibile e immaginabile.

[…]

Il senso apocalittico generato dalla profondità della crisi di fine impero spiega l’emergere degli “uomini di Dio” come figure fonda­mentali di riferimento.

I vescovi nelle città e i monasteri nella campagna attirarono at­torno a loro popolazioni diverse per cultura e origine e, attraverso l’irradiazione del Vangelo, costruirono gradualmente un nuovo tes­suto sociale chiamando a nuova vita realtà umane profondamente diverse. La creazione di centri di vita cristiana e la testimonianza di­ventarono il metodo più fecondo e persuasivo della cristianizzazione dei popoli europei e un ruolo fondamentale, in quest’azione evan­gelizzatrice, va riconosciuto al monachesimo. Il movimento mona­stico benedettino in particolare, gettò con la sua Regola, le basi di un’unità molto profonda tra i latini e i popoli nuovi, perché fondata sulla fratellanza universale insegnata dal Vangelo. Benedetto non fu l’unico legislatore e fondatore del monachesimo occidentale, ma la sua Regola è quella che ha avuto più forza d’irradiazione, perché contiene «una singolare predisposizione verso esigenze e possibilità del mondo medievale, in tutti i settori della vita di quest’ultimo, da quello spirituale e culturale, a quello economico e organizzativo».

Definito da Gregorio Magno (che insieme a Benedetto è il grande legislatore del monachesimo)un “astro luminoso”, Bene­detto indicò una «via d’uscita dalla “notte oscura della storia”.

Di fatto, l’opera del santo e, in modo particolare, la sua Regola si rivelarono apportatrici di un autentico fermento spirituale, che mutò nel corso dei secoli, ben al di là dei confini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell’Europa, suscitando dopo la caduta dell’unità politica creata dall’Impero Romano una nuova unità spi­rituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente. È nata proprio così la realtà che noi chiamiamo “Europa”».

San Benedetto (480-547), durante gli studi letterari, stanco della vita vuota e mondana della città, nonostante il precetto pa­terno, abbandonò Roma e si ritirò in uno speco presso Subiaco. Egli era consapevole della situazione politica dell’Urbe, conosceva il suo lassismo morale. Tuttavia, il motivo principale della sua fuga dalla città, come scrive Stendardi fu «il maturare di un suo dramma personale. Benedetto non era uomo di compromessi, non lo sarà mai; la sua fuga rispose dunque a un bisogno di coerenza; la scelta precisa e incondizionata di Dio, messo al primo posto nella sua vita al di sopra di tutti e di tutti, l’unum necessarium per il quale occorre rompere la resistenza delle strutture umane e sociali, oltre che la contraddizione immanente del proprio io. Le diatribe stesse della Chiesa di Roma, lacerata dalle fazioni di Simmaco e di Lorenzo che si contendevano il supremo pontificato, lungi dall’impressionarlo e compromettere la sua scelta, rafforzarono in lui la convinzione che solo Dio conta».

Dopo tre anni di vita eremitica, in modo assolutamente impre­visto, a poco a poco, Benedetto attirò attorno a sé uomini che avver­tivano con serietà la sua stessa esigenza religiosa; la solitudine voluta per una unione stretta con Dio, diventò un punto di coagulo per un nuovo tipo di compagnia umana visibile, che cambierà radicalmente il volto dell’Europa, pur senza tracciare una frattura netta col passa­to[…]

 Sulla base di una vita comunitaria, il movimento benedettino costituì una modalità nuova di vivere diventando “prototipo” di società e terreno fertile di creatività, nel quale si configuravano tutti gli aspetti della vita sociale, e incarnando con la Regola un ideale di ordine spirituale e di attività morale ben disciplinata».

Da Marina Motta, Carismatica Europa, come i santi hanno rivoluzionato la storia dell’Occidente (Città Nuova,2015)

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