Bambini protetti dagli abusi nella comunità educante

La violenza sui più piccoli sta assumendo i tratti della normalità. Leggi all'avanguardia non bastano a frenare gli abusi. Per tutelare e proteggere i minori serve il contributo di tutti. Se n'è parlato a Roma, nella sede dell'Ambasciata italiana presso la Santa Sede.
Famiglia

«La dura recessione iniziata oltre dieci anni fa ha colpito duro sui più piccoli, pure nei Paesi più avanzati. Anche nel nostro Paese ci sono, purtroppo, più di un milione di minori in povertà assoluta, questo nonostante che le normative italiane a tutela e protezione dell’infanzia in generale siano tra le più avanzate e di riferimento al mondo». Per l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Pietro Sebastiani, non possiamo dimenticare «i bambini coinvolti nei conflitti, addirittura i bambini soldato, sottonutriti, appartenenti a minoranze perseguitate o segregate, schiavizzati col lavoro nero, sfruttati sessualmente, costretti a migrazioni forzate e disperate, tenuti lontani dalle aule scolastiche» per le difficoltà economiche delle famiglie o per cambiamenti e catastrofi climatici.

Aprendo a Palazzo Borromeo a Roma il convegno sulla “Giornata universale del bambino e sul 60° anniversario della Dichiarazione dei diritti del fanciullo”, promosso dal Gruppo editoriale Città Nuova e dall’Ambasciata italiana presso la Santa Sede e moderato dal giornalista Rai Gianni Bianco, Sebastiani ha ricordato come, nel nostro Paese, la tutela e la protezione dei più piccoli sono una priorità. «Non possiamo, non dobbiamo – ha sottolineato – abbassare la guardia».

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Foto di Marzia Rigliani

La Dichiarazione dei diritti del fanciullo approvata dall’Onu nel 1959 prevede che il bambino sia protetto, tra le altre cose, da «ogni forma di negligenza, di crudeltà o di sfruttamento. Egli non deve essere sottoposto a nessuna forma di tratta». Eppure, questi principi vengono violati ogni giorno. Anzi, ha commentato la viceministra per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale Emanuela Claudia Del Re, in alcuni Paesi l’entità del fenomeno si sta allargando e, paradossalmente e tragicamente, le violenze sui minori stanno assumendo i tratti della normalità.

La tratta dei bambini, legata allo sfruttamento sessuale e all’abuso, dunque continua e «sono innumerevoli le testimonianze e le denunce che riguardano proprio aspetti così dolorosi e che, in alcuni casi, hanno visto e vedono il coinvolgimento di uomini legati alla Chiesa», ha affermato Emanuela Vinai, coordinatrice del Servizio nazionale tutela minori della Cei. Non è possibile, ha commentato, sentirsi chiamati fuori, ma come può e deve la Chiesa contribuire alla lotta a queste terribili realtà?

Con una Lettera Apostolica in forma di “Motu Proprio”, papa Francesco ha sottolineato «il dovere di accogliere con generosità i minori e le persone vulnerabili e di creare per loro un ambiente sicuro, avendo riguardo in modo prioritario ai loro interessi». È così nato il Servizio nazionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili e sono state elaborate nuove Linee guida, che «mettono al centro le vittime ed evidenziano la necessità di un cambio di cultura. È acclarato infatti – ha commentato Vinai – che l’abuso sessuale (insieme alle altre forme di abuso, poiché sono molte le modalità con cui si esplicita, ogni volta in cui c’è un’asimmetria di potere) richiede un approccio sistemico. Un singolo abuso mette in discussione, e riguarda, tutto il sistema. Ecco allora che la tutela dei minori e il lavoro di prevenzione devono essere integrati in tutte le realtà ecclesiali. «Tutti noi – ha affermato Vinai – siamo necessari, perché gli abusi esistono e vanno combattuti e debellati».

libro-custodire-linfanzia«Qualsiasi abuso sui fanciulli e sui più vulnerabili, ancor prima di essere un delitto, è un peccato gravissimo, ancor più – hanno scritto i vescovi italiani – se coinvolge coloro ai quali è affidata in modo particolare la cura dei più piccoli». Per questo motivo «la Chiesa cattolica in Italia intende contrastare e prevenire questo triste fenomeno con assoluta determinazione».

Nel corso dell’incontro a Palazzo Borromeo è stato presentato il libro “Custodire l’infanza, promozione del benessere e tutela dei minori, scritto da Viviana Carlevaris Colonnetti e da Carina Rossa ed edito da Città Nuova. «Il volume – ha scritto nella prefazione monsignor Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, presente al convegno – affronta il fenomeno degli abusi sui minori da vari punti di vista, considerando gli aspetti psicologici della violenza, i diritti del bambino, la legislazione» vigente e gli aspetti pedagogici. Bisogna formare i formatori e per farlo c’è bisogno di un patto educativo, per dirla con le parole di papa Francesco, e di una comunità educante.

Oltre a dover avere precisi requisiti e una specifica preparazione, un educatore non può agire da solo, «ma – ha aggiunto Zani – deve sempre poter contare su una comunità di riferimento che lo sostiene, nella quale verificare e correggere il proprio compito» e in cui il bambino può trovare altre figure affidabili e qualificate con cui relazionarsi. L’avvocato Orazio Moscatello e la psicologa Carlevaris Colonnetti hanno poi spiegato le motivazioni profonde che hanno portato i Focolari, fondati da Chiara Lubich e oggi guidati da Maria Voce, a impegnarsi per la tutela e il benessere dei minori (il testo “Custodire l’infanzia” può essere considerato un vero manuale di lavoro) insieme ad altre realtà del Movimento, come l’Associazione Azione per famiglie nuove onlus, presieduta da Pietro Parlani. L’obiettivo è creare un tessuto sociale che possa prevenire e promuovere relazioni sane, trasparenti e significative, in cui vengano formate persone capaci di riconoscere situazioni pericolose e di denunciare eventuali abusi, per favorire e assicurare ai più piccoli un’educazione sicura e una crescita integrale.

 

 

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