Aumenta l’uso di cellulari all’estero

La Commissione europea ha pubblicato un’analisi sul mercato del roaming nell’Unione europea: grazie all’abolizione dei costi aggiuntivi è incrementato il traffico voce e dati
Foto di StockSnap da Pixabay

La Commissione europea ha pubblicato il primo riesame completo del mercato del roaming, che dimostra come coloro che viaggiano nell’Unione europea (Ue) abbiano notevolmente beneficiato dell’abolizione delle tariffe di roaming del giugno 2017: dall’abolizione delle tariffe di roaming è stato registrato un rapido aumento della domanda di consumo mobile durante i viaggi nell’Ue/nel See. Infatti dal 15 giugno 2017 i cittadini europei possono usare i propri telefoni cellulari per chiamate, sms e dati durante i viaggi nell’Ue senza costi aggiuntivi, come se fossero nel proprio Paese di residenza. Questo approccio, denominato roaming a tariffa nazionale, rappresenta per le imprese e i consumatori in Europa un vantaggio tangibile della creazione del mercato unico digitale.

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In particolare, l’uso dei dati mobili durante i viaggi nell’Ue è aumentato di 10 volte rispetto all’anno precedente il roaming a tariffa nazionale, con un picco di utilizzo dei dati mobili all’estero 12 volte superiore durante il periodo delle vacanze estive (dati riferiti al 2018) rispetto al periodo precedente l’abolizione di tutti i costi di roaming al dettaglio. Nel corso dello stesso periodo il volume delle chiamate effettuate in roaming è aumentato di quasi tre volte.

Mariya Gabriel, commissaria responsabile per Innovazione, ricerca, cultura, educazione e gioventù, sottolinea che «il riesame evidenzia ancora una volta l’efficacia dell’abolizione delle tariffe di roaming. I cittadini europei sfruttano in larga misura l’opportunità di utilizzare liberamente i propri dispositivi mobili in viaggio. Allo stesso tempo constatiamo che il mercato del roaming dell’Ue continua a funzionare bene. A dispetto dei timori di un aumento dovuto all’abolizione delle tariffe di roaming, nel complesso i prezzi sul mercato interno per i servizi mobili sono di fatto diminuiti in tutta l’Ue».

Questo sistema riguarda coloro che si recano all’estero ogni tanto, cioè la stragrande maggioranza dei cittadini europei che si recano all’estero per meno di 30 giorni. Prima di includere il roam come a casa in un contratto nuovo, l’operatore di telefonia può chiedere all’utente la prova della residenza o del legame stabile con il Paese in cui stipula il contratto. L’operatore di telefonia mobile può usare le informazioni che già rileva a fini di fatturazione soltanto per controllare l’entità del consumo di servizi mobili e di dati all’estero rispetto a quello in patria, verificando se l’utente trascorre più tempo all’estero che in patria e vi usa più servizi, considerando il consumo di almeno un quadrimestre.

Quando i cittadini frontalieri e le altre persone che sono solite varcare i confini nazionali all’interno dell’Ue si collegano alla rete nazionale, in un qualsiasi momento della giornata, questo conta come giorno di presenza in patria. Se dai dati di fatturazione emerge che l’utente ha trascorso più tempo all’estero che in patria e ha usato più servizi mobili mentre era in giro per l’Ue che in patria, l’operatore deve anzitutto inviargli un avviso; a quel punto l’utente dispone di altre due settimane per comunicare all’operatore la situazione dei suoi spostamenti o per ricollegarsi dal proprio Paese per ripristinarvi una presenza o consumo prevalente. All’utente che resta all’estero può essere applicato un lieve sovrapprezzo di roaming (non superiore ai prezzi massimi all’ingrosso del roaming: 0,032 € al minuto per le telefonate, 0,01 € per SMS e 7,7 € per GB per i dati.

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