Argentina: riforma del sistema radiotelevisivo

Nonostante l'opposisizone di gran parte dei media, è passata la legge che pone un limite al potere dei grandi gruppi radiotelevisivi.
Con 44 voti a favore e 28 contrari e senza modifiche il Senato argentino ha convertito in legge il progetto presentato dal governo di riforma dei servizi audiovisivi. La discussione parlamentare è stata accompagnata da un durissimo dibattito che ha visto gran parte dei media schierarsi contro la nuova legge. Tra le norme più significative  quella che limita a dieci le licenze (tra radio e TV) nelle mani di uno stesso proprietario. Il testo prevede che entro un anno i titolari dovranno disfarsi delle licenze in esubero. Il caso più clamoroso é quello del Gruppo Clarin, proprietario di 23 tra radio e tv, alcune delle quali di grande diffusione nazionale. 

 

Per gli oppositori il periodo di un anno é apparso troppo breve. La legge, inoltre, non consente che lo stesso titolare possegga una tv aperta ed una via cavo. Altro tema controverso la composizione del nuovo organismo di controllo, per alcuni troppo esposta all’influenza del governo. E’ comunque chiaro che si tratta di un passo in avanti nella controversia tra i media e l’attuale governo, che più volte ha manifestato l’intenzione di esercitare un maggiore controllo su questi.   

 

 

(AB_Ciudad Nueva_Argentina_2009/10/11)

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