Anticipo pensionistico: di cosa si tratta

Dopo circa quattro mesi di lavoro sul tavolo negoziale tra Governo e sindacati, la scorsa settimana è stato siglato un accordo che prevede la riforma delle pensioni e sostanziali correzioni della contestata legge Fornero. Ecco cosa cambia
Poletti

Il ministro Poletti ha confermato che il Governo vuole stanziare risorse per 6 miliardi nell’arco di tre anni seguendo una dinamica crescente. Proprio nel verbale di cinque cartelle sono state identificate le misure che saranno messe in campo nei prossimi tre anni, fra le quali l’Ape, l’intervento sui precoci e l’estensione e l’aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi. Vediamo meglio cosa cambia.

 

APE anticipo pensionistico

L’Ape significa pensione anticipata, cioè possibilità di andare in pensione prima rispetto alle regole stabilite dalla riforma Fornero grazie ad un prestito pensionistico-bancario da rimborsare in 20 anni che consentirà di incassare subito parte della pensione. L’APE varrà per i lavoratori con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni. Grazie a questo nuovo sistema, questi lavoratori potranno ottenere un anticipo della pensione fino a 3 anni e 7 mesi e visto che l’età minima per la pensione di vecchiaia prevista dalla legge Fornero è di 66 anni e 7 mesi, potranno andare in pensione a 63 anni.

 

Assegno ‘minimo’ per accesso ad APE

Per accedere all’Ape, l’anticipo pensionistico su base volontaria, bisognerà avere maturato una pensione “non inferiore a un certo limite”. Tale limite minimo non è stato ancora identificato nel verbale d’incontro firmato da sindacati e governo. L’Ape inoltre è per 12 mensilità e purtroppo non si sa ancora se limitatamente al periodo dell’anticipo pensionistico di 3 anni oppure per tutta la vita.

 

RITA Rendita integrativa temporanea anticipata

I lavoratori che avranno maturato i requisiti per l’APE potranno scegliere anche la cosiddetta RITA, cioè la rendita integrativa temporanea anticipata che permetterà di affiancare al primo anticipo anche un anticipo dell’altra pensione, quella integrativa che, si prevede, «sarà agevolato fiscalmente» . L’assegno anticipato dell’APE sarà inferiore a quello pieno in modo proporzionale a ogni anno d’anticipo e comprenderà anche gli interessi bancari del prestito e i costi di un’assicurazione che il pensionato anticipatario dovrà sottoscrivere.

 

APE Social

Si tratta di una sorta di bonus fiscale per cui l’Ape potrebbe essere a costo zero per alcune categorie di lavoratori, ma su questo punto governo e sindacati non hanno ancora trovato un accordo. L’Ape agevolata è prevista per certe categorie individuate, dice il documento, «sulla base di requisiti quali lo stato di disoccupazione (e assenza di reddito), la gravosità del lavoro (pesante o rischioso ma che non è ancora stato definito), le condizioni di salute, i carichi di lavoro di cura legato alla presenza di parenti di primo grado conviventi con disabilità grave». Resta quindi ancora da definire la soglia dell’assegno mensile lordo del lavoratore sotto la quale l’APE dovrebbe essere a costo zero.

 

Uscita 41anni per precoci in difficoltà

Per chi ha lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni l’uscita sarebbe anticipata a 41 anni di contributi se si appartiene alle categorie di lavoratori in difficoltà, come disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili e chi ha svolto attività gravose. Potrebbe essere questa la soluzione trovata per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età.

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