All’Asinara con i disoccupati della Vinyls

Legambiente ha scelto di vivere la festa del lavoro insieme agli operai reclusi per protesta nel carcere dove vissero tanti boss della mafia. Un monito contro la disoccupazione e la crisi crescente.
Asinara protesta
In occasione del primo maggio, in segno di solidarietà Legambiente ha deciso di organizzare una giornata di mobilitazione all’Asinara, per condividere la sorte dei 15 operai della Vinyls di Porto Torres che da due mesi si sono autoreclusi nell’Isola carcere per chiedere il riavvio della loro azienda. Da mesi è in corso un’estenuante trattativa tra l’Eni e la multinazionale del Qatar Ramco per la cessione non solo dell’impianto sardo ma di tutto il ciclo del cloro, ma al momento nessuna risposta.

 

Circa ottocento le persone che sono attese all’Asinara il primo e il 2 maggio per celebrare la festa del lavoro in quegli stessi locali che hanno ospitato i boss della mafia, ma anche i giudici Falcone e Borsellino, che lì hanno preparato le carte del primo grande maxi processo alla mafia.

 

L’iniziativa, curata insieme ad Arci e Legambiente, prevede due giorni di eventi culturali per richiamare l’attenzione sulla vertenza dell’azienda chimica. Il primo e il 2 maggio partiranno due navi da Stintino e altrettante da Porto Torres in direzione dell’isola. Dopo un’escursione nel borgo di Cala d’Oliva si arriverà al carcere della diramazione centrale, dove si incontreranno le delegazioni delle associazioni partecipanti. Dalle 12.30 alle 16 si alterneranno i concerti del coro di Neoneli e dei gruppi Istentales, Etnias e i portotorresi Volti Estranei. Un pranzo curato dalla pro loco di Sorso verrà allestito nello spiazzo retrostante la banchina, prima delle partenza nel pomeriggio. Il 2 maggio il programma si ripeterà con un’esibizione del jazzista Enzo Favata.

 

Sassari, è una provincia di senza lavoro, con il tasso di disoccupazione, secondo l’Istat, salito al 20%. I dati  dicono che il territorio è in crisi: è raddoppiata la cassa integrazione, mentre il tasso di crescita è finito sotto lo zero. La provincia primeggia in negativo con una tasso di disoccupazione assoluto al 19%, con il 54,3% di giovanissimi, fra i 15 e i 24 anni, senza un lavoro ed un 22,4% di donne senza uno stipendio.

 

In Sardegna non c’è solo la vertenza Vilnys. Il Sulcis registra ancora tensioni con gli operai dell’Eurallumina di Portovesme, chiusa da oltre un anno, che chiedono la riapertura, così come si attende il nuovo piano industriale dell’Alcoa, che fino ad agosto terrà aperta la fabbrica. Problemi anche nel nuorese nel polo di Ottana dove, nonostante la recente acquisizione del Equipolimers da parte della cordata italo thailanedese Clivati – Indorama, c’è ancora tensione. I thailandesi hanno minacciato la chiusura, se Eni non assicurerà il quantitativo di materia prima necessaria per produrre il PET e stare sul mercato, come previsto dagli accordi.

 

Paradossale la vicenda della Pb Oil, un’azienda della zona industriale di Porto Torres, che ha assunto trenta persone, altre sessanta non appena la produzione entrerà a regime, ma è costretta al fermo perché manca un’autorizzazione dell’Agenzia delle dogane. Questo e altro saranno al centro del primo maggio in Sardegna, dove i due settori, agricoltura e industria, sono in piena crisi.

 

Per Cagliari invece sarà il giorno di S. Efisio, la festa della tradizione sarda: in ricordo del voto fatto dalla Municipalità 354 anni fa, per aver liberato la città dalla peste, ogni hanno il santo viene portato a Nora luogo del martirio. Chissà che domani “Sant’Efix” non liberi l’isola dalla disoccupazione.

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