Al via i corsi di recupero nella scuole, le linee guida

Le novità per le scuole che ricominciano in Italia. Dalla mobilità alle mascherine e al personale
Scuola, AP Photo/Jean-Francois Badias

La campanella delle scuole italiane risuonerà il 14 settembre. Non per tutti: in Puglia, Calabria, Sardegna, e Basilicata, a cui si aggiunge l’Abruzzo, la ripresa è prevista  per il 24 di settembre.

Stamattina, primo settembre, sono cominciati i corsi di recupero e le prime riunioni tra gli insegnanti. Ieri le linee guida del Ministero sono state aggiornate sul tema della mobilità, con un aumento della capienza dei mezzi pubblici all’80 per cento e al 100 per cento per le tratte inferiori ai 15 minuti di durata; con regole più dettagliate sull’utilizzo delle mascherine in classe e sulla possibilità di esonerare dal lavoro chi ha patologie certificate dall’Inail (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro). Intanto a Verbania, in Piemonte, c’è già il primo caso di positività che riguarda insegnati e studenti.

A risultare positiva al tampone è stata una professoressa dell’Istituto superiore Cobianchi della piccola frazione di Intra che il 24 agosto aveva tenuto le prove di ammissione agli esami di Stato per privatisti o studenti provenienti da altri istituti. La professoressa e altri sei studenti sono in isolamento, ma sono tutti quanti asintomatici. La preside ha posticipato l’inizio delle lezioni di recupero di qualche giorno.

«Sarà un anno duro, ma ce la faremo. La preoccupazione è comprensibile: lo dico senza alcun trionfalismo, ma con soddisfazione. Dati alla mano, nessuno in Europa si è impegnato così tanto come noi», ha scritto il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina in una lettera recapitata agli insegnanti, che ha anche chiesto alla maggioranza di lasciare la questione delle scuole fuori dalla campagna elettorale. Le linee guida potrebbero ancora cambiare, a seconda dell’andamento del numero dei contagi, come ha sottolineato il ministro della salute Roberto Speranza dopo l’incontro con il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa Hans Kluge: «È realistico pianificare la didattica a distanza per integrare l’apprendimento nel prossimo anno scolastico».

La mobilità

Le linee guida del ministero si aggiornano sul tema dei trasporti: autobus, pullman e metro potranno viaggiare quasi pieni per permettere agli studenti di raggiungere le scuole: la capienza è aumentata fino all’80 per cento e fino al massimo in caso di brevi tratte, purchè vengano messe in atto le misure di sicurezza a partire dall’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi. Inoltre, saranno predisposti ingresso e uscita seprarati e disinfezione almeno una volta al giorno. È il risultato di una settimana di trattative tra governo e Regioni. Il governo si è impegnato a stanziare 200 milioni per le Regioni  e 150 per Comuni e Province, che verranno inseriti nella prossima legge di bilancio. I soldi serviranno per l’adeguamento dei mezzi di trasporto, come l’installazione di separatori sui mezzi.

Le mascherine

Il Comitato tecnico-scientifico ha deciso che le mascherine sono obbligatorie, dai sei anni in su, per l’arrivo, l’uscita e gli spostamenti, ma in classe, se gli studenti sono seduti al banco e distanziati la possono togliere. Mentre gli alunni possono utilizzare mascherine autoprodotte o di stoffa, gli insegnanti devono utlizzare quelle chirurgiche. Il ministero ha chiesto agli studenti delle superiori, che possono portare con maggior facilità il virus dall’esterno, di essere rigorosi nell’applicare queste linee guida. Se dovessero aumentare i contagi, le misure potranno essere inasprite.

Il personale

Non sarà sufficiente la sola età anagrafica per essere esonerati dal lavoro, ovvero avere più di 55 anni. L’Inail dovrà certificare che l’insegnante o l’operatore scolastico soffrono di patologie che li espongono a rischi gravi se dovessero contrarre il Coronavirus. Prima di prevedere l’esonero dovrà essere valutata la possibilità di trovare una mansione meno esposta al rischio di contagio.

Intanto, nei lavori al Senato prende consistenza l’ipotesi di uno scudo penale per i dirigenti scolastici per i processi penali destinati ad aprirsi in caso di focolai all’interno delle aule. La battaglia viene portata avanti dalle organizzazioni sindacali dei presidi da un paio di mesi. «Abbiamo chiesto prima della riapertura delle scuole di rivedere la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici in relazione alla sicurezza sul lavoro: il Covid è equiparato a un incidente sul lavoro. Se il dirigente scolastico attua il protocollo sanitario allora non gli si deve imputare nulla”, ha dichiarato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi».

 

 

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