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Morto Leocir Pessini, superiore generale dei Camilliani

Leocir Pessini, superiore generale dell’Ordine dei ministri degli Infermi (Camilliani) è deceduto la scorsa notte presso la comunità Recanto San Camillo di Granja Viana, a San Paolo, in Brasile. I suoi confratelli e la sua famiglia gli sono stati vicini fino all’ultimo momento.

I funerali saranno celebrati venerdì 26 luglio, alle ore 9.00, presso la chiesa della storica parrocchia camilliana di N. Sra. do Rosário de Pompéia a San Paolo (Brasile). Il 31 luglio, inoltre, alle 19, nella basilica di San Camillo in via Sallustiana 24 a Roma, il cardinale Braz De Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, presiederà una messa di suffragio.

«Sento molto vera e profonda per me – aveva scritto qualche tempo fa Pessini – questa espressione del famoso poeta T.S. Eliot (1888-1965): “Noi dobbiamo continuare a cercare, ma alla fine della nostra ricerca ritorneremo al punto di partenza e conosceremo questo posto per la prima volta”».

Padre Leocir Pessini era nato il 14 maggio del 1955 a Joaçaba, nello Stato di Santa Caterina, in Brasile, da una famiglia di origini italiane. Aveva emesso la prima professione religiosa tra i Ministri degli Infermi – Camilliani – nel 1975, poi la professione religiosa solenne nel 1978, ed era stato ordinato sacerdote nel 1980. Tra le sue passioni c’erano sempre state la cura dei malati, l’umanizzazione del mondo della salute, l’insegnamento delle discipline bioetiche. Tre i momenti forti e fondamentali della sua vita. I primi quindici anni sono stati completamente dedicati al servizio dei malati (1981-1995). Durante i primi tredici anni, ha lavorato come cappellano presso l’Hospital das Clinicas della facoltà di medicina dell’Università di San Paolo (Brasile).

Nella seconda tappa di questo percorso di altri quindici anni (1995-2010), ha svolto funzioni amministrative come responsabile in ambito universitario: docente, direttore scientifico di alcune riviste (Bioetikos e O Mundo da Saúde). Ha assunto la responsabilità nel settore educativo della provincia camilliana del Brasile, nella União Social Camiliana, ente che sostiene l’università camilliana in Brasile. In questo periodo ha frequentato i corsi per la licenza e il dottorato in teologia morale e bioetica presso la Pontificia Università Cattolica di San Paolo – Facoltà di Teologia Nossa Senhora da Assunção. Nell’ambito della società civile, della chiesa e del governo brasiliano, ha svolto il ruolo di coordinatore nazionale per la pastorale della salute presso la conferenza della episcopale brasiliana (2004-2007); membro della commissione nazionale per la ricerca sugli esseri umani nel governo federale – ministero della salute (2005-2008), consulente di bioetica del consiglio federale di medicina (2010-2014).

La terza tappa del suo percorso di vita è stata caratterizzata dal servizio dell’autorità tra i confratelli camilliani (2010-2019), in due momenti diversi: il primo come superiore provinciale della provincia camilliana del Brasile (2010-2014) ed il secondo come superiore generale dell’Ordine camilliano.

A giugno 2014, il 58mo capitolo generale dell’Ordine Camilliano lo ha eletto Superiore Generale dell’Ordine, 60mo successore di san Camillo de Lellis. Ha visitato tutte le comunità dell’Ordine, ha incontrato i confratelli a tutte le latitudini (39 nazioni), condividendo con loro fatiche e speranze nella grande sfida di incarnare il carisma della cura dei malati e di insegnare ad altri a fare altrettanto,

Dopo la scoperta della malattia, a settembre 2018, ha trascorso alcuni mesi di terapia a Roma e da marzo 2019 si è trasferito a San Paolo (Brasile). Le cure offerte dai medici, la fraternità dei confratelli e l’affetto dei suoi genitori e delle sue sorelle, lo hanno accompagnato negli ultimi momenti della sua vita.

È morto, presso la comunità camilliana del ‘Recanto San Camillo’, di Granja Viana (Cotia – San Paolo – Brasile), nella notte del 24 luglio 2019.

 

 

 

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