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Emergenza umanitaria sulla Rotta balcanica, dibattito in Parlamento europeo

A migrant walks through the snow wrapped in a blanket at the Lipa camp northwestern Bosnia, near the border with Croatia, Saturday, Dec. 26, 2020. Hundreds of migrants are stranded in a burnt-out squalid camp in Bosnia as heavy snow fell in the country and temperatures dropped during a winter spell of bad weather after fire earlier this week destroyed much of the camp near the town of Bihac that already was harshly criticized by international officials and aid groups as inadequate for housing refugees and migrants.(AP Photo/Kemal Softic)

Va in discussione dalle ore 11 di martedì 19 gennaio 2021, in seduta plenaria del Parlamento europeo, il dibattito urgente sulla grave emergenza umanitaria in Bosnia.

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Ecco l’appello lanciato da alcuni parlamentari europei ed esponenti della società civile italiana, tra i quali Mario Bruno, presidente a livello internazionale del Movimento politico per l’unità.

Le immagini che giungono dalla Bosnia sono drammatiche: migliaia di persone abbandonate tra i boschi e sotto la neve per l’incapacità dell’intera Unione Europea di affrontare e governare i flussi migratori. Sono la diretta conseguenza delle altrettanto drammatiche immagini che continuano ad arrivare da Lesbos. Sono la fotografia di un’Europa che sembra avere smarrito le coordinate della propria civiltà.

I racconti delle violenze subite dai migranti che hanno tentato di varcare il confine con la Croazia sono agghiaccianti: le persone vengono picchiate e poi private dei pochi effetti personali, spesso anche delle scarpe e abbandonati in mezzo ai boschi con temperature sotto lo zero. Tutto questo ad opera di forze di polizia europee in un vergognoso scaricabarile sulla pelle di esseri umani disperati a cui dovremmo garantire invece accoglienza e protezione.

Sono ormai note le cosiddette “riammissioni senza formalità”, lo strumento con cui l’Italia prima ed a catena tutti gli altri Paesi europei sulla rotta balcanica respingono i richiedenti asilo in deroga alle convenzioni internazionali ed alle stesse leggi europee in materia di diritto d’asilo. Un perverso “gioco” di polizie in cui da Trieste i migranti che riescono ad arrivare vengono consegnati alla polizia Slovena, poi a quella Croata ed infine respinti in Bosnia, abbandonati in tendopoli fatiscenti tra le montagne e sotto la neve.

Sono in prevalenza ragazzi Afghani, Siriani, Iracheni. Provengono da Paesi che i governi europei hanno contribuito a radere al suolo e su cui oggi non siamo capaci di assumerci una responsabilità. Abbiamo il dovere morale prima ancora che legale di accogliere queste persone, di far valere le leggi che noi stessi abbiamo scritto nelle nostre costituzioni per proteggere chi fugge da guerra, persecuzioni e trattamenti inumani. Lo abbiamo adesso!.

Per questo chiediamo che i Governi europei coinvolti nelle pratiche di respingimento illegali sul confine orientale interrompano immediatamente ogni attività di questo tipo applicando la legislazione europea ed internazionale in materia di diritto d’asilo e tutela dei diritti umani.

Chiediamo alla Commissione ed al Consiglio Europeo che sia istituita una missione umanitaria europea con il coinvolgimento dell’UNHCR sul confine orientale per soccorrere le migliaia di persone rimaste intrappolate nella neve che rischiano di morire. Chiediamo infine che sia predisposto un piano straordinario per l’accoglienza che preveda una distribuzione tra tutti paesi membri delle persone che arrivano in Europa.

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