A Rio, via alle Paralimpiadi

Nella metropoli brasiliana, dopo la cerimonia di apertura le competizioni andranno avanti fino al 18 settembre. Presenti circa 4.300 atleti provenienti da 175 nazioni (esclusa la Russia). 101 gli azzurri in gara
Tom

Appena il tempo di spegnere i riflettori sui Giochi Olimpici di Rio 2016, terminati lo scorso 21 agosto, ed ecco che gli appassionati di sport di tutto il mondo avranno nei prossimi giorni una nuova occasione per ammirare le gesta di grandi atleti. Parliamo delle Paralimpiadi estive, giunte quest’anno alla loro 15esima edizione, ovvero la competizione equivalente dei Giochi Olimpici ma riservata a uomini e donne, giovani e meno giovani, cresciuti con la loro disabilità, o che hanno dovuto imparare ad affrontarla in seguito a incidenti o malattie. Uomini e donne per i quali lo sport non rappresenta solo un’occasione per “reagire”, o uno strumento “terapeutico”, quanto piuttosto una vera e propria sfida agonistica.

 

Si gareggerà a Rio de Janeiro, dall’8 al 18 settembre, in molti degli stessi impianti che solo poche settimane fa hanno ospitato i Giochi a cinque cerchi. Quei cinque cerchi che, nella metropoli brasiliana, sono stati progressivamente sostituiti dai tre agitos (dal latino “mi muovo”), che rappresentano il logo ufficiale dei Giochi Paralimpici e che vogliono richiamare i tre aspetti più espressivi dell’essere umano (mente, corpo e spirito). Così, dopo la cerimonia di apertura in programma mercoledì sera allo stadio Maracanà (diretta su Rai Sport 1 a partire dalle 22.30), circa 4.300 atleti provenienti da 175 diverse nazioni saranno impegnati in 23 discipline che assegneranno in tutto ben 2.347 medaglie.

 

Li vedremo in gara divisi nelle cosiddette “classificazioni funzionali”, in base alle differenti patologie, ai gradi di disabilità, o alle specifiche funzionalità fisiche di ciascuno, per permettere a tutti loro di battersi con avversari il più possibile di pari livello. Li vedremo in gara per sfidare soprattutto se stessi, per provare a battere primati, per sfidare altre donne e altri uomini, proprio come hanno fatto ad agosto i loro colleghi “normodotati”. Perché, proprio come loro, questi sportivi arrivano all’appuntamento dopo anni di durissimi allenamenti e sacrifici, pari a quelli di ogni altro atleta olimpico. Stesso sacrificio, stesso impegno, stessa passione. A Rio, ad accoglierli, ci sarà Tom, la sorridente mascotte di queste Paralimpiadi, che vuole rappresentare una fusione dei vari tipi di piante presenti nelle foreste brasiliane.

 

In questi giorni vedremo impegnati anche diversi azzurri. 101 in tutto, per la precisione, capitanati dalla portabandiera Martina Caironi che quattro anni fa, a Londra, vinse la medaglia d’oro nei 100 metri. Tra i nostri rappresentanti, che gareggeranno in quattordici diverse discipline, vi sono poi anche alcune stelle del panorama paralimpico internazionale, come ad esempio la giovanissima Beatrice (Bebe) Vio, classe 1997, campionessa mondiale di fioretto individuale, come Assunta Legnante, che nel lancio del peso è la campionessa uscente e detentrice del record mondiale della sua categoria, e ancora come Alex Zanardi, il quarantanovenne bolognese ex pilota di Formula 1, diventato negli ultimi anni uno degli atleti simbolo del movimento paralimpico italiano. Alex gareggerà nel ciclismo, sport nel quale ha vinto due ori e un argento nell’ultima edizione disputata a Londra nel 2012.

 

A livello più generale, in assenza della Russia (dopo la sospensione inflitta dal Comitato Paralimpico Internazionale per il “doping di Stato” scoperchiato dall’ormai famigerato Rapporto McLaren), i favori del pronostico vanno tutti a Cina, Gran Bretagna e Stati Uniti, mentre, com’era già accaduto per le Olimpiadi, c’è grande attesa per la prima assoluta del team dei “rifugiati”. Per l’occasione, questa squadra tutta particolare sarà composta da Ibrahim Al Hussein, nuotatore di origine siriana che vive in Grecia, e da Shahrad Nasajpur, lanciatore di disco iraniano che vive negli Stati Uniti. Intanto, in attesa che inizino le gare, stanno giungendo in Brasile spettatori da ogni parte del mondo. Il comitato organizzatore, a tal proposito, ha annunciato nei giorni scorsi che sono già stati venduti oltre un milione di tagliandi. Tra gli eventi più richiesti il basket in carrozzina, il nuoto e l’atletica, mentre diversi sport (come ciclismo su pista e triathlon) hanno già fatto registrare il sold out.

 

Insomma, ormai tutto è pronto. La Rai ha assicurato una capillare copertura dell’evento, con trasmissioni su Rai 2 (dalle 09.00 alle 09.45 e in fascia notturna), e con dirette sia via streaming sul proprio sito internet (otto canali in tutto), sia su Rai Sport 1, che per undici giorni diverrà una vera e propria emittente “Paralimpica” (trasmetterà 24 ore al giorno con diretta delle gare dalle 14.00 alle 04.00 del mattino successivo e poi, dalle 04.00 alle 14.00, con replica delle competizioni del giorno precedente). In questo modo, avremo l’occasione di assistere al meglio alle prove di questi atleti che spesso, con grande forza d’animo e proprio grazie allo sport, sono riusciti a trasformare le lacrime versate per le loro complicate vicende personali in energia positiva. Questi atleti che, come sempre accade in un’Olimpiade e in una Paralimpiade, ci dimostreranno ancora una volta come ogni sportivo può soffrire, gioire, emozionarsi e fare emozionare proprio come tutti gli altri.

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