La tragedia di Karim

In un territorio ancora sofferente e provato dalla pandemia si aggiunge un’altra ferita. La vittima aveva solo dieci anni e la sua morte non può lasciare indifferenti.

È la sera del 19 maggio scorso a Boltiere, un piccolo paese della Bassa Bergamasca. Karim Bamba, dieci anni, raggiunge scalzo un cassonetto giallo della Caritas per cercare dei vestiti nuovi per sé e per la sua famiglia che lo aspetta a casa. Probabilmente riesce a trovare qualcosa di bello, ma non può portarlo a casa perché, una volta arrampicatosi sul cassonetto e infilatosi dentro, il sistema automatico di chiusura lo schiaccia all’interno. Seppure la strada su cui si trova il cassonetto sia solitamente molto trafficata, nessuno passa in quel momento e quando una donna si accorge di lui oramai è troppo tardi. Karim muore in serata presso il Pronto soccorso pediatrico, nonostante il tentativo dei medici che fino all’ultimo fanno di tutto per salvarlo.

La comunità di Boltiere è senza parole, affranta dal dolore per una perdita così ingiustificata e dolorosa. «Difficile trovare le parole per descrivere lo stato emotivo che ci ha colpito, solo la pietà e la preghiera possono aiutare ad alleviare il dolore della famiglia e di tutti noi», ha detto il sindaco di Boltiere, Osvaldo Palazzini, parlando a nome dell’intera comunità. «Siamo uniti e vicini a mamma, papà ed ai fratellini in questo tragico momento. L’Amministrazione a nome di tutta la popolazione estende le più sentite condoglianze alla famiglia per la prematura, tragica scomparsa del piccolo Karim».

La famiglia del piccolo Karim è molto numerosa e già da anni viene seguita dai Servizi sociali. Già da tempo, infatti è conosciuta da tutti la loro difficile situazione familiare e il sindaco ha dichiarato di aver fatto sempre il possibile per sostenere i genitori di Karim che con difficoltà si occupavano di lui e degli altri cinque figli. Per aiutare la famiglia di Karim il paese di Boltiere si è mobilitato e ha indetto una raccolta fondi. Subito dopo la tragedia, infatti, molti cittadini hanno chiesto ai Servizi sociali se era possibile donare qualcosa per la famiglia di Karim e così parrocchia e comune hanno unito le forze e si stanno dando da fare per accogliere la beneficenza che sta arrivando dalla comunità e dagli enti del paese. La famiglia continuerà a comunque ad essere seguita dai Servizi sociali, ma queste donazioni saranno la base su cui i genitori e i fratelli di Karim potranno costruire il loro futuro.

«Che bello deve essere parlare la lingua degli angeli dove non ci sono parole per l’odio… e ci sono milioni di parole per l’amore», si legge in uno dei tanti messaggi che bambini e adulti del paese hanno lasciato nel luogo dell’incidente, vicino al cassonetto che ora è stato rimosso dai carabinieri che con il PM Emanuele Marchisio hanno aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Karim era conosciuto in paese, dove frequentava la scuola elementare e l’oratorio, e per questo molti hanno sentito il bisogno di ricordarlo con parole di affetto e speranza.

Per dare l’ultimo saluto a Karim, però, si dovrà attendere ancora qualche giorno. Intanto la comunità di Boltiere è stretta attorno alla famiglia, in un momento già difficile per tutta la Bergamasca. L’emergenza Coronavirus si sta attenuando di giorno in giorno, ma le persone hanno paura di tornare all’incubo di un mese e mezzo fa. I bergamaschi cercano di guardare al futuro con speranza, ma certo è che la tragica morte di Karim interroga e non lascia indifferenti.

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