150 amici e basta?

Una ricerca realizzata dalla Royal Society Open Science stabilisce che oltre questo numero si possono avere solo "conoscenze". Ma è davvero così?
Simbolica mani

Una ricerca pubblicata da "La Repubblica" e realizzata dalla Royal Society Open Science conferma che non si possono avere più di 150 amici, perché il nostro cervello è tarato per gestire al massimo 150 relazioni.

 

Ci penso un po’, perché nel giorno del mio compleanno ho ricevuto più di mille messaggi diretti di auguri. Guardando bene le cose, è proprio così: non sono più di 150 gli “amici” coi quali condivido realmente qualcosa della mia vita “intima”. Dieci, cento volte tanto sono invece quelli coi quali condivido invece aspetti “esterni”, opinioni, fatti e riflessioni di dominio pubblico.

 

Ma è anche vero che nella vita si collezionano migliaia e migliaia di relazioni, che poi rimangono in qualche angolo del cervello dimenticate anche per decenni, ma che d’improvviso possono risvegliarsi se qualcosa ci stuzzica la memoria: come la compagna di classe che mi ha inviato i suoi auguri l’altro giorno, e non la sentivo né la vedevo dai tempi del liceo. Ed è anche vero che la comunanza di sentire, se non addirittura di ideali, può far sentire amica gente di cui si conosce appena il nome.

 

E come facciamo a dimenticare coloro che hanno in qualche modo suscitato in noi, in un momento o nell’altro della nostra vita, sentimenti di condivisione, di vicinanza, di accoglienza, di gratitudine, di… creazione? L’altro mi crea e creandomi resta perennemente in me. In questo senso è “amico”, colui che “crea” qualcosa tra due o più persone, tra me e l’altro. Mi viene questo pensiero ricordando che il greco φιλία, amicizia, lo si incontra nella filosofia dapprincipio (Empedocle) per significare "forza cosmica" e anche "divinità", quella che spingeva in armonica unità gli elementi (aria, acqua, terra, fuoco)…

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