116016: un numero europeo per le donne vittime di violenza

L'Unione europea ha istituito un numero unico per richiedere assistenza e sostegno da tutti i paesi membri
Numero europeo contro la violenza sulle donne
(Foto Pixabay)

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Commissione europea ha presentato la linea telefonica 116 016, il numero europeo armonizzato delle linee di assistenza telefonica per le vittime di violenza contro le donne. In questo modo, le donne vittime di violenza potranno chiamare lo stesso numero in tutta l’Unione europea (Ue) per ottenere consigli e sostegno.

La Commissione europea ha raccolto l’iniziativa della presidenza tedesca del Consiglio nel 2020 di istituire un numero a livello europeo con il quale accedere alle linee di assistenza per le vittime di violenza contro le donne. Il numero armonizzato servirà a combattere la violenza contro le donne e ad assistere le vittime, in linea con la strategia per la parità di genere 2020-2025 e la proposta di direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.

Il numero comune europeo consentirà alle vittime di violenza contro le donne di chiamare da qualsiasi Stato membro dell’Ue per accedere a consulenza e sostegno. Il numero sarà collegato alle linee di assistenza nazionale attraverso le quali vengono forniti i servizi di supporto alle vittime. Finora, 15 Stati membri si sono impegnati a collegare a questo numero la loro attuale linea di assistenza per le vittime di violenza contro le donne. Il termine entro il quale gli Stati membri devono riservare il numero comune dell’Ue per connettersi alle linee di assistenza nazionali è la fine di aprile 2023.

L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione europea, Josep Borrell, ha osservato che «La violenza contro le donne si verifica in tutti i paesi», sottolineando che «i fatti sono sconvolgenti: nell’Ue e nel mondo, una donna su tre ha subito violenze fisiche o sessuali.», che «ad oggi una bambina su cinque è vittima di abusi sessuali» e che «la violenza in rete è in aumento, una giovane su due è vittima di violenza di genere online».

Egli ha ribadito che «l’UE condanna tutte le forme di violenza contro le donne e le giovani» e che «è inaccettabile, nel 21° secolo, che donne e giovani continuino a essere vittime di abusi, molestie, stupri, mutilazioni o matrimoni forzati». Ha aggiunto che noi «restiamo fedeli alla nostra ambizione di mettere fine alla violenza contro le donne all’interno e all’esterno dell’Ue» e che «l’Ue è solidale con le donne e le giovani, con le vittime e con chi sopravvive alle violenze».

Inoltre, Borrel ha ricordato che «nel marzo di quest’anno, la Commissione europea ha proposto nuove norme dell’Ue per combattere la violenza contro le donne, anche online». Ecco che «rimaniamo fermi nella nostra ambizione di porre fine alla violenza contro le donne all’interno e all’esterno dell’Ue», che «è solidale con le donne e le ragazze, vittime e sopravvissute alla violenza». Per questo, «continueremo a sostenere la società civile, le organizzazioni per i diritti delle donne e i difensori dei diritti umani chiedendo responsabilità».

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