‘Ndrangheta e calcio. Che fare?

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Il recente caso delle scommesse illegali del calcio, che ha portato a 50 arresi e 80 indagati relativamente, finora, a 30 squadre di calcio delle serie minori, pone un incubo ricorrente in Italia con gli arresti plateali eseguiti, nel 1980, alla vigilia dei mondiali del 1982, vinti, poi, dalla Nazionale guidata da Bearzot, uomo capace di ridare dignità e coraggio ad un mondo che esprime milioni di persone e costituisce una biografia collettiva del Paese.

 

Gli scandali continuano ad emergere grazie al lavoro della magistratura anche se il fenomeno è risaputo da tempo e coinvolge giocatori, allenatori e dirigenti di società che combinano le partite. Nel frattempo cresce il mercato delle scommesse gestite da operatori “legali” come la Snai.

 

 A Daniele Poto di Libera, autore del libro inchiesta del 2010 intitolato Le mafie nel pallone. Storia dell'illegalità diffusa nel gioco più truccato del mondo, Edizioni Gruppo Abele, abbiamo rivolto alcune domande per cercare di capire in profondità cosa sta accadendo nel mondo del calcio. 

 

Quale clima culturale  favorisce i contatti tra criminalità e società calcistiche?

«Lo scandalo scommesse è favorito dalla generale omertà del mondo del calcio e dall’apatia delle istituzioni (in primis la Federcalcio) che da 35 anni a questa parte, nonostante pomposi e conclamate volontà di stroncarlo, non hanno mai seriamente combattuto il fenomeno. Il calcio è lo strumento poco sportivo per manipolazioni molto concrete da parte di ex calciatori che diventano dirigenti, come dimostra l’ultimo epilogo, solo per manovrare partite, rimanere nell’ambiente ed essere a conoscenze delle partite truccate dagli altri.

 

«Un gigantesco  laboratorio di illegalità su cui prospera un’industria sotterranea di secondo grado, connessa al traffico delle scommesse telematiche orientali, effetto della globalizzazione.

La sorpresa è vedere che questo enorme mercato è ormai regno della ‘ndrangheta e non più della camorra con un tariffario ben delimitato a scendere. E un enorme autogol di sistema è stato aver concesso la prolificazione delle scommesse anche in serie D ovvero i professionisti delle mafie e del match fixing che manipolano per un piatto di lenticchie giocatori che dovrebbero essere “amateur”».

 

Esistono modi efficaci per stroncare questo meccanismo? 

«Sono da sempre favorevole a instaurare lo status di collaboratore di giustizia sportivo per squarciare il velo di omertà. In circolazione ci sono centinaia di giocatori che sono al corrente di quello che è avvenuto e di quello che avverrà, ma rimangono colpevolmente silenti. Benefici di pena e agevolazioni sportivo-giudiziarie potrebbero contribuire a un gigantesco repulisti.

 

«Un’ipotesi radicale circolata in questi giorni e di far dimagrire i palinsesti delle scommesse, limitando il pronostico alla serie A, ben più difficilmente addomesticabile se non altro per una questione di tariffario. Giocatori come Buffon e Totti (lo dico con ironia) non si comprerebbero a basso prezzo, ammesso che siano disposti a rovinarsi la carriera e a tradire il proprio pubblico».

 

In allegato un dossier prodotto da Libera su un caso di infiltrazioni mafiose nel mondo del calcio

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