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Eucaristia e divorziati

06-07-2012  di Letizia Grita Magri
fonte: Città Nuova
«Il papa durante il suo incontro con le famiglie a Milano ha parlato dei divorziati risposati. Ne conosciamo alcuni e sappiamo quanto soffrono...

«Il papa con le famiglie a Milano ha parlato dei divorziati risposati. Ne conosciamo alcuni e sappiamo quanto soffrono. Non potrebbe la Chiesa togliere loro questa croce di non ricevere la Comunione?».
M.M. - Milano
 
Tutti sappiamo per esperienza come in famiglia i problemi di uno diventino sempre di tutti gli altri e quanto, soprattutto noi genitori, vorremmo togliere i pesi dalle spalle dei nostri figli.
Eppure non sempre questo è possibile: ricordo una mamma e un papà che, di fronte ad una “croce” insormontabile per la salute di una figlia, mi hanno insegnato ad accettare questo limite impegnandosi con tutte le loro forze a “mettergliela bene sulle spalle” perché potesse portarla con il minor sforzo possibile, sempre sicura della loro presenza amorevole.

A chi gli esprimeva la grande sofferenza dei divorziati risposati per l’impossibilità di ricevere l’Eucaristia, il papa a Milano ha affermato con calore che queste persone, con il loro dolore, sono nel cuore della Chiesa, dove devono sentirsi amate e accolte pienamente. Consapevole che non è possibile contraddire la Parola di Dio, che chiede agli sposi cristiani la testimonianza della reciproca fedeltà come segno dello stesso irrevocabile amore di Dio per l’umanità, Benedetto XVI ha riconosciuto che questo soffrire, legato a un’apparente “esclusione”, può trasformarsi in «un dono per la Chiesa», un servizio che in modo tutto particolare testimonia il valore della stabilità dell’amore coniugale.

Per alimentare la loro unione con Cristo, ha suggerito a questi fedeli di coltivare rapporti profondi con i sacerdoti, di ascoltare e vivere la Parola di Dio, di sperimentare la comunione e l’amore reciproco con tutti i loro fratelli nella fede.
Adesso sta a ciascuno di noi tenere occhi e cuore aperti sulle necessità personali e familiari di chi abbiamo vicino, condividendo anche i tratti di strada in salita, che così possono aprirsi in panorami nuovi e diventare esperienze di crescita e di libertà.  

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di Letizia Grita Magri