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Diario dalla Siria /15

14-02-2013  a cura di Maddalena Maltese
fonte: Cittā Nuova

In un Paese dove l'economia è ridotta a brandelli la gente si ingegna per un lavoro: anche marmellate, centrini, prodotti fatti in casa diventano mezzo di sostentamento. Serve presto una pace giusta



Siria, un quartiere distrutto dai bombardamenti

«Oggi parlo con Luna di Aleppo. Mi fa sapere che stanno tentando, con Marah, Yasmina e alcuni amici (anche la nonna di Luna si è messa al lavoro con slancio), di avviare una piccola attività in casa (marmellate, centrini o altro) e vorrebbe trovare una possibilità per smerciarli, questi prodotti. Mi dice chiaramente: «Tanti come noi sono grati se ricevono aiuti per comprare il pane o qualche litro di gasolio per il riscaldamento ma vogliamo lavorare! Quanto saremmo più contente se questo si realizzasse!».

«Penso subito alle strade bloccate o al rischio di furti ma le assicuro che non lasceremo cadere questa proposta. La conosco da tempo, Luna, abbiamo condiviso insieme anni di vita ed esperienze profonde. La stimo e le voglio un gran bene. Non mi stupisce questa sua determinazione. Conosco anche il fratello Nader e la famiglia di lui, due splendidi bambini molto intelligenti.

«Fino a due anni fa Nader col papà e il fratello maggiore gestiva una falegnameria molto conosciuta in città, mobili d’arte eccellenti. Da almeno sei mesi non lavorano più. Mi dice Luna: «Se non troviamo un altro modo di sovvenire alle necessità delle nostre famiglie, anche noi dovremo bussare alle porte delle chiese, per chiedere aiuto!». Così va il mondo, direbbe il buon Manzoni che di guerre e dei loro pestiferi effetti ne ha  ben parlato nel suo capolavoro.

«Già, così va il mondo e così continua ad andare quando c’è una spaccatura profonda tra l’economia, la politica e la gente comune, cioè circa la totalità degli abitanti della terra! Quanta menzogna in quel: “Si vis pacem para bellum” (se vuoi la pace prepara la guerra)! imparato a scuola nelle prime lezioni di latino. Se vuoi la pace prepara uomini nuovi, mi verrebbe da dire, che ragionino in termini di fraternità, giustizia, condivisione dei beni, amore, libertà vera. Una grande responsabilità, di tutti, perché tali parole non si improvvisano, si vivono ogni giorno. Solo così poi possono diventare teorie economiche, politiche e sociali che, realizzate su vasta scala, sapranno realizzare un mondo di pace giusta e stabile».

Giò Astense

 

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a cura di Maddalena Maltese

2   commenti
SWklJcPBLovqT
Pubblicato il 29 Mar 2013
Depuis plusieurs anne9e, je m ocpcue du chemin de croix qui se vit e0 Plessisville. Donc, j ai fait plusieurs recherches sur diffe9rents chemins de croix. Je n ai jamais trouve9 un chemin de croix base9 sur les re9alite9s et les de9fis des familles. Est-ce que ce chemin de croix est base9 sur les re9alite9s des croix que peuvent vivent des familles? Est-ce que le chemin de croix sera seulement lu par des des jeunes? Les laefcs ont-ils la possibilite9 d exprimer quelles sont leurs croix, en lien avec la vie de Je9sus?L ouverture de Benoit XVI au sujet des familles pour le chemin de croix est excellente. c9lise Charest animatrice de pastorale
PAOLA AMORETTI
Pubblicato il 14 Feb 2013
mi viene da ringraziare per questi reportage :ci danno il coraggio di affrontare le nostre nuove sfide e impotenze . paola



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