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Una rinuncia per il bene della Chiesa

11-02-2013  di Piero Coda
fonte: Città Nuova

Il gesto del pontefice apre a una stagione nuova nel modo d’intendere e gestire il ministero del papato. Lo stupore che proviamo, dunque, si apre alla gratitudine per l’umiltà e il coraggio di un atto che farà storia



Papa Benedetto XVI

«Nessuno ha amore più grande di chi dà la vita per i propri amici». Benedetto XVI, sin dall’inizio del suo ministero, ci ha stupiti perché con la semplicità e la radicalità del Vangelo ha parlato del suo rapporto con Gesù, e del rapporto che in Gesù siamo chiamati a vivere tra noi, nei termini più belli e intensi della nostra esperienza: l’amicizia.

Il gesto inatteso con cui oggi ha annunciato la sua rinuncia al ministero di Vescovo di Roma e Successore dell’apostolo Pietro, è il segno più alto di questa amicizia di cui ci ha fatto dono. Un gesto alto, che non solo mette un sigillo straordinario su questo pontificato, ma che apre a una stagione nuova nel modo d’intendere e gestire il ministero del papato. Lo stupore che proviamo, dunque, si apre alla gratitudine per l’umiltà e il coraggio di un atto che farà storia. E che, facendoci tutti sentire come mai vicini al cuore di Benedetto XVI, ci fa sentire anche più vicini gli uni agli altri sui sentieri di luce e di speranza tracciati dal Concilio Vaticano II.

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67   commenti
Luigi Vidoni
Pubblicato il 14 Feb 2013
Quando a mezzogiorno dell'11 febbraio ho appreso la notizia della rinuncia di Benedetto XVI ho provato una stretta al cuore. Non mi pareva vero… Sono andato col pensiero e con l'emozione a quando, alcuni mesi fa, il 15 luglio a Frascati, ho potuto incontrarlo personalmente… Ho pensato ai momenti della sua elezione quando ad alcuni amici dissi della sensazione, che sentivo dentro, che sarebbe stato lui il nuovo pontefice… Ho pensato a lui come a colui che mi ha confermato e mi ha fatto crescere nella fede… Ho accolto la sua decisione come la testimonianza di un profondo atto di fede nel Signore Gesù che lui rappresenta… A Lui rimetteva il suo mandato… Una fede nello Spirito Santo che illumina e conduce la Chiesa, al di là di ogni apparenza o calcolo umano… La testimonianza di una libertà interiore senza pari… La testimonianza di un abbandono totale e mite, nella pace, alla misericordia del Padre che tutto sa e tutto accoglie… Mi stringe il cuore… Eppure sento che Maria, la sposa dello Spirito Santo, la Madre di Dio che accoglie nel suo grembo la Chiesa, veglia su tutti i suoi figli… E sentiamo il suo materno abbraccio... La pace accheta ogni emozione e mi introduce in un intimo colloquio col Padre…
DANIELA
Pubblicato il 13 Feb 2013
Sentendo l'intervento di una signora su RAI3 che rivendicava il dirittto di fare scelte 'personali' anche in altri campi (eutanasia, etc.), ho intuito che il gesto del S.Padre è un insegnamento speciale. Sì, perchè per maturare questa libertà si scelta, si deve essere già persone che tendono alla pienezza della propria realtà. E' un profondo richiamo alla responsabilità personale, quando siamo piuttosto orientati a richiederla e cercarla fuori di noi. Penso che ci sta indicando una via tutta da percorrere, personalmente, prima, e insieme in modo che la nostra sia prima di tutto una proposta vitale.
guglielmo
Pubblicato il 13 Feb 2013
come MARIA ai piedi della croce con Gesù Abbandonato
Maria Grazia
Pubblicato il 13 Feb 2013
Grazie Santo Padre. Grazie per quello che è stato, per quello che è e per quello che sarà. Alla notizia mi sono sentita profondamente orfana, ma a rimeditare so che non ci lascerà mai. Con profondo Affetto
Grazia Passa
Pubblicato il 13 Feb 2013
Dopo lo stupore e un attimo di smarrimento alla notizia delle dimissioni del S.Padre, ho visto nella sua decisione una conferma della 'grandezza' della sua figura. E' un grande Papa, un uomo di Dio che ha saputo mettere la sua intelligenza a servizio di Dio e della Chiesa, un dono grandissimo che lascerà un segno nella storia della Chiesa stessa.Penso che lo capiremo col tempo. E una conferma della sua santità, una testimonianza di vera umiltà e adesione alla volontà di Dio, sia nell'accettare il compito di Pietro sia, ora, nel perderlo. E, mi viene da dire, ho trovato questa decisione - presa nell'unione con Dio - coerente con la sua personalità e il suo modo di sentire. Papa Benedetto ama la Verità, e coglie l'armonia profonda tra Verità e ragione, e ora si mostra a noi così come è, senza nascondere la sua povertà di forze, e ne ha tratto le logiche conseguenze. Bellissima la testimonianza che ci ha dato Giovanni Paolo II nell'andare fino in fondo vivendo la sofferenza, e bellissima la testimonianza di Benedetto XVI: che non sono in contraddizione tra loro. Sono due facce della stessa realtà, vissuta da ciascuno secondo la propria modalità di essere. Due esperienze complementari che fanno solo bene alla Chiesa e all'umanità. A noi ci spronano a sentirci più parte di questa Chiesa-Madre, e a scoprire la mano di Dio negli avvenimenti.
Piera Cornolti
Pubblicato il 12 Feb 2013
Penso al suo intenso dolore ,alla sua grande responsabilità che lo ha portato a questa scelta coraggisa che comprendo. Ho sempre amato e ammirato Benedetto XVI per la sua sapienza ,e umiltà.Ringrazio per tutto l amore che ha messo nel suo servizio alla Chiesa ,all uomo . Intensifico la preghiera per lui e per la Chiesa tutta ,affinchè ascoltando lo S. Santo viva della sua Luce ..... e cosi guidata progredisca e si rinnovi . Piera
Marlu
Pubblicato il 12 Feb 2013
Sono sicura che ci manchera, ma tutto per un bene maggior
GianCarlo
Pubblicato il 12 Feb 2013
Condivido l'affetto, la gratitudine, l'ammirazione e l'impegno alla preghiera espressi dalla maggior parte dei commenti. Papa Ratzinger nei suoi numerosi discorsi, messaggi,scritti ed interventi... pieni di luce e di profonda spiritualità, ci ha aiutato in questi anni a rendere più profonda la nostra fede e a motivare soprannaturalmente il nostro agire. Mi auguro che possa continuare a farci arrivare ancora in qualche modo il suo insegnamento
Franca
Pubblicato il 12 Feb 2013
Un gesto storico e straordinario quello del Papa. Penso che con le sue "dimissioni" abbia voluto farci capire che la Chiesa non va solo guidata e confermata nella fede, ma soprattutto "governata" e che questo governo non può essere fatto da una sola persona, nè gli errori di chi ha sbagliato possono pesare su un solo uomo, il Papa (come finora è stato). Capirà la Chiesa gerarchica, come tutti oggi lo stiamo capendo, che siamo ad una svolta epocale e che il governo della Chiesa va fatto nella comunione effettiva e nell'unità?
Luigi Liberati
Pubblicato il 12 Feb 2013
Nel momento di smarrimento iniziale, il fatto mi ha riportato alla situazione attuale della famiglia dove accade che i figli si vedono aggiungere altro genitore a quello esistente e quindi questo conduce ad un dolore profondo. Ma tutto questo non è per rimanere nello sbigottimento bensì per dare la possibilità di accostarci ancor più alle sofferenze dell'umanità e farle diventare nostre, Papa incluso. E' questo il momento chiave per riscegliere e vivere profondamente quanto Chiara Lubich ci ha donato con la sua affermazione " Ho un solo sposo sulla terra, Gesù crocifisso e abbandonato..."
Lucia e Consorelle
Pubblicato il 12 Feb 2013
Grazie Santo Padre, un invito il tuo coraggioso e saggio gesto, a far ancora più tesoro del tuo insegnamento, della tua testimonianza. Tuo obiettivo unico il bene della chiesa. Tuo solo Tesoro il Cristo. In un momento in cui tanti sono in corsa per il potere, tu scegli la preghiera, il silenzio. Ti siamo tanto vicine caro Papa Benedetto con l'affeto e il ricordo al Signore e a Maria. Le suore Orsoline di Maria vergine Immacolata di Fiorano al Serio
Roberto e Cely Boso
Pubblicato il 12 Feb 2013
Noi abbiamo sempre condiviso tutto del nostro amatissimo Papa: la sua onesta', la sua lealta', la sua umilta'. Abbiamo sempre pregato e non smetteremo di pregare per lui; lo ringraziamo per la sua grandezza e condividiamo pienamente la sua scelta coraggiosa.
gabriella
Pubblicato il 12 Feb 2013
Inizialmente ho provato molto stupore poi mi sono domandata chissà quanti dolori in quel cuore di papa! E in me è sgorganta tanta gratitudine. Vorrei che il mio grazie e il mio affetto, unito a quello di tantissimi altri arrivare a lui!| Con Emmaus e tutta l'Opera mi stringo a lui vicina gabriella
Franca
Pubblicato il 12 Feb 2013
Dopo la sorpresa grande affetto e gratitudine per il Papa.Penso che sia una rivoluzione di pensiero,il Papa ha iniziato un rinnovamento,ora è compito di tutta la Chiesa e anche nostro, di tutti continuare a rinnovare.Sento un amore più grande per la Chiesa.
Lina Mauro
Pubblicato il 12 Feb 2013
Se il Santo Padre è pervenuto ad una decisione così eclatante significa che, purtroppo, in seno alla Chiesa vi sono persone e fatti tali da sconvolgere l'animo e il senso del dovere di un Papa onesto e corretto nei riguardi della Fede e di quel popolo che si è affidato a Lui .
M.Teresa
Pubblicato il 12 Feb 2013
Adesso, dopo un primo momento di smarrimento penso che il Santo Padre ci abbia dimostrato con grande libertà, che Lui appartiene a Dio e segue solo la voce dello Spirito. E' ancora per tutti noi un grande esempio.Grazie
Roberto Paoloni
Pubblicato il 12 Feb 2013
La decisione del Papa va incontro a un profondo desiderio di cambiamento della Chiesa che sentiamo come fedeli. Ammiro tantissimo questo gesto e spero che venga interpretato al meglio dalla gerarchia ecclesiastica che dovrà esprimere un nuovo pastore universale e un nuovo modo di essere della Chiesa nel mondo contemporaneo.
Lucy Zafarana
Pubblicato il 12 Feb 2013
Sento forte la necessità di essere insieme, anzi di più, essere una cosa sola nel vivere con il Papa in questo momento così forte e così bello della sua donazione totale alla Chiesa e a tutti noi. Che gli arrivi tangibile il nostro amore.
Remo B.
Pubblicato il 12 Feb 2013
Sicuramente è una decisione grave che ci deve far riflettere tutti. Se il papa si ritiene inadeguato anche noi dovremo chiederci se è adeguato il nostro modo di vivere il cristianesimo.
FLAVIO
Pubblicato il 12 Feb 2013
SE SI E' DIMESSO E' ANCHE PER LE NOSTRE COLPE CHE EVIDENZIANO DI AVERLO SOSTENUTO MOLTO NELLA PREGHIERA MA MOLTO POCO NEL QUOTIDIANO NON VIVERE IL VANGELO/PAROLA DI VITA DANDONE L'ESEMPIO NELLE FAMIGLIE E NEL MONDO CHE CI CIRCONDA CON IL RISULTATO DI NON AVER FATTO ARGINE AL DILAGANTE MATERIALISMO CHE SI MANIFESTA ANCHE NELL'ACCETTAZIONE DI ABORTO, DIVORZIO E PROSSIMO MATRIMONIO OMOSESSUALE
Lidia
Pubblicato il 12 Feb 2013
Sono commossa dal gesto che il S. Padre ha fatto. Mi unisco a Emmaos e a tutta l'opera e chiedo pace e serenità per il S Padre per questa scelta tanto coraggiosa.Mi sembra che anche la chiesa, sta attraversando la"notte di Dio". Chiedo lo S. Santo che illumini tutti i cardinali per le elezioni del prossimo Papa.Mi unisco alle vostre preghiere per il Papa e per tutta l'Italia che sta attraversando un momento di buio totale.
Sergio Cunha
Pubblicato il 12 Feb 2013
Ho sentito qualche commento e qualche paragone tra questa rinuncia e la perseveranza di Giovani Paulo II. Mi sono subito venute in mente le parole di S. Agostino "se parli, parla per amore, se tacci tacce per amore, ecc". È l'amore che vale e sono sicuro che in questa rinuncia c'è tanto amore (e dolore), amore per il bene della Chiesa e dell'umanità. Mi ha colpito la frase "negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato". Mi viene da pregare per questo nostro fratello grande e per La Chiesa, che sia sempre governata dallo Spirito Santo.
paolo ravalico
Pubblicato il 12 Feb 2013
Grazie a CN per aver pubblicato in tempi brevissimi degli interventi belli e misurati, semplici, ma profondi.
Pietro Pinacci
Pubblicato il 12 Feb 2013
Nel sottolineare l’umiltà e allo stesso tempo la grandezza del gesto di Benetto XVI, non possiamo non interrogarci sulle motivazioni profonde da cui è scaturito. Molti commentatori sottolineano i contrasti e le lotte nei palazzi del Vaticano, il rapporto, a volte conflittuale, con le conferenze episcopali. Tutto vero, ma forse c’è una motivazione più profonda. Il papa teologo, nel tentativo di un dialogo con la modernità, basato sulla razionalità della fede, utilizza una metodologia, argomentazioni e linguaggio vetusti, di difficile comprensione per la maggior parte delle persone. Cerca in sintesi un dialogo con una modernità che non esiste più da molti anni, andata in mille pezzi, frammentata nel post- moderno. La consapevolezza di non essere adeguato a comunicare la buona novella all’uomo di oggi può aver giocato un ruolo importante nella sua decisione. Non a caso nel suo messaggio dice che “per annunziare il vangelo è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo”. E non a caso, e in modo drammatico, l’annunzio delle dimissioni viene nell’anno della fede, dopo un sinodo che ha indicato soluzioni più formali che sostanziali all’evangelizzazione. La crisi , e non da oggi, basta leggere il messaggio del 1983 di G. Paolo II ai vescovi europei, è interna alla Chiesa, che deve interpellarsi profondamente sul suo stile di vita, sul come annunziare il vangelo al mondo di oggi. Ma nel papa, al di là dei limiti e degli intendimenti della persona, si esprime in modo unico e singolare l’azione dello Spirito. Forse il gesto di Benedetto, nel sottolineare la propria inadeguatezza e quella della Chiesa, può aprire le porte a una nuova primavera dello Spirito, in cui la collegialità dell’episcopato sia al centro della sua azione, rendendola capace di dialogare con il mondo partendo dai problemi delle persone, da una misericordia incarnata nel quotidiano, dall’accoglienza piuttosto che dal giudizio. Un ultimo pensiero. Circola in rete la foto, scattata l’11 febbraio, di un fulmine che colpisce la cupola di San Pietro. Un simbolo della tempesta che investe la Chiesa. Ma mi piace ricordare che l’11 febbraio è anche la festa della Madonna di Lourdes. Sotto lo sguardo amorevole della Madre del Verbo si apre questa nuova fase nella vita della Chiesa. Come gli apostoli nel cenacolo, ci stringiamo in torno a lei e nel suo grembo deponiamo ogni pensiero, ogni analisi, ogni sentimento, perché lo Spirito pervada i nostri cuori, passi come fuoco che purifica e rimanga soltanto la Carità
Anna Prosperi
Pubblicato il 12 Feb 2013
sono turbata da queste dimissiioni, mi sento meno forte di fronte alla fragilità della vita. Comprendo e rispetto il senso di responsabilità e l'umiltà di papa Benedetto , ma temo che il suo gesto possa essere strumentalizzato da una società dove si esalta solo la prestanza fisica,il vigore della giovinezza, la salute, il successo. Credo che dovremmo pregare perchè questa strumentalizzazione venga arginata e respinta.
Luciana
Pubblicato il 11 Feb 2013
Condivido totalmente quanto scritto da Judit Toth. Grazia a Città Nuova Fabio Ciardi r Piero Coda per quanto scritto.
Massimo Principi
Pubblicato il 11 Feb 2013
E' un periodo della mia vita di fede, in cui il cammino con le persone con le quali cerco di vivere quel "Amatevi l'un l'altro come....." di Gesù, si è riempito della pienezza dell'amicizia. Ora, leggo con profonda gratitudine verso il Papa questo Vs commento. Grazie
Castellani Massimo
Pubblicato il 11 Feb 2013
Premessa:il Papa dice che è stanco (non malato), e soprattutto non malato di malattia gravemente invalidante, soprattutto nel cervello! Secondo me poteva e doveva continuare a rispondere alla chiamata di Gesù. Mi dispiace ma non sono in sintonia con quanto scritto da Piero Coda e da altri. Se il Papa voleva dare la vita doveva aver fede in Gesù: LUI gli avrebbe dato forza e coraggio per andare avanti (peraltro ha indetto lui l'anno della fede!). Fra l'altro aveva un esempio luminoso di Giovanni Paolo II che tutta la Chiesa ha difeso contro i laicisti che volevano che si dimettesse (lui nè avrebbe avuto il diritto). Adesso tutti (anche i laicisti) esaltiamo l'esempio contrario di Benedetto !! Non è più chiaro chi dei due Papi abbia fatto la scelta cristianamente giusta. Piero Coda potrebbe spiegare "teologicamente" la giustezza di tale scelta? Io - che non sono teologo - vorrei ricordare i due Apostoli. Pietro fugge da Roma ma poi torna indietro a morire (e questo è dare la vita!). Paolo diceva: "è quando sono debole che sono forte". In merito alla stagione nuova che ci apre: il modo nuovo di fare il Papa dovrà essere il vivere con Gesù in mezzo, anche nella Curia romana e con i vescovi. E' l'ora di una Chiesa capace di donare ancor di più Gesù. Una Chiesa più Mariana. Ultima cosa: preghiamo tanto per il Papa, ma soprattutto perchè ci ripensi.
Patrizia
Pubblicato il 11 Feb 2013
Sento il Papa un padre vicino a tutti gli uomini, che ha il coraggio di ammettere dinanzi ai suoi figli, la sua fragilità'. Ci sprona a lavorare con impegno nella Vigna del Signore e ad essere testimoni autentici. È un grande segno dei tempi. Ora la Chiesa ha la possibilità' di intraprendere un nuovo cammino. La novità' ed il cambiamento sono sempre fonte di energia e progresso. Grazie Benedetto XVI per il tuo amore!
Patrizia
Pubblicato il 11 Feb 2013
Sento il Papa un padre vicino a tutti gli uomini, che ha il coraggio di ammettere dinanzi ai suoi figli, la sua fragilità'. Ci sprona a lavorare con impegno nella Vigna del Signore e ad essere testimoni autentici. È un grande segno dei tempi. Ora la Chiesa ha la possibilità' di intraprendere un nuovo cammino. La novità' ed il cambiamento sono sempre fonte di energia e progresso. Grazie Benedetto XVI per il tuo amore!
juan carlos garrido
Pubblicato il 11 Feb 2013
Solo espero que se comprenda que en la actitud responsable del Papa, se entienda lo que significa "responsabilidad del servicio"....Servir hasta el final por el bien de todos, gracias benedicto vi
Paola
Pubblicato il 11 Feb 2013
Con questo gesto il Santo Padre dimostra una conoscenza profonda del suo compito e nello stesso tempo sa essere così umile da ripetersi "servo inutile", ora rimetto tutto nelle mani dello Spirito Santo . Credo sia un momento di riflessione profonda per tutta la Chiesa. Si sta iniziando a camminare su una nuova strada, sconosciuta, ma che porterà ad una nuova primavera nella Chiesa, ne sono certa.
Grazia Spatola
Pubblicato il 11 Feb 2013
Grazie a don Coda e padre Ciardi per la visione lineare di questo evento che segna un momento fondamentale nella storia della Chiesa e dell'umnaità. Sono vicina al Papa che ammiro per la forza e il coraggio della sua scelta.
Daniela Baudino
Pubblicato il 11 Feb 2013
Sottoscrivo tutto quello che avete scritto ... mi vengono da aggiungere due cose che mi hanno colpito oggi: la semplicità e naturalezza con cui ha dato questa notizia, "lontano" dai riflettori; e dall'altra parte come il Papa in questi mesi abbia saputo custodire questa sua scelta, immagino in un “a tu per tu” continuo con Dio fino ad arrivare a comunicarla oggi. Sento che questa sua vicenda mi interpelli personalmente e che abbia tanto tanto da insegnarmi.
Guillermo Ramírez
Pubblicato il 11 Feb 2013
Solo grazie, Santo Padre! Conta sulla mia preghiera e la della mia famiglia. La tua decizione è un bello esempio di humilità per tutti noi.
matthias- svizzera
Pubblicato il 11 Feb 2013
Grande Peri!Grazie delle tue parole precise.Il papa ha viussuuto la parola di vita di questo mese.....
Nadia
Pubblicato il 11 Feb 2013
Concordo soprattutto con il commento di Lucia:esultiamo per la presenza dello Spirito Santo che illumina e conduce....Una meraviglia constatare come Benedetto XVI abbia saputo lasciare per un Bene maggiore. A noi assicurargli la nostra costante preghiera per la Chiesa tutta!
Elba Diaz Funes
Pubblicato il 11 Feb 2013
Abriendo el diario de esta mañana leí la noticia y probé varios sentimientos: asombro, respeto, alegría,esperanza... Asombro: nunca había escuchado que un Papa renunciara.., respeto: por la decisión en sí misma llena de coraje y fe en Aquel que guía verdaderamente a la Iglesia, alegría porque pueden abrirse tiempos nuevos... y esperanza justamente porque esos tiempos nuevos nos llaman a todos a participar de esos tiempos nuevos cargados de esperanza en el amor y comunión de todos los miembros de la Iglesia...serán tiempos que pondrán más en luz- porque puesta en práctica con mayor profundidad - la colegialidad?, la comunión vivida a todo nivel en la Iglesia?... El Papa se muestra "uno más"..que confía en el Señor y en sus hermanos...
josé e. portella
Pubblicato il 11 Feb 2013
Un esempio di umiltà e di coraggio per tutti noi, da Benedetto XVI. Esulto con il segnale del soffio dello Spirito Santo. Preghiamo.
Nadia Maria Pichero
Pubblicato il 11 Feb 2013
sono triste per la notizia appresa oggi alle 11.30 delle dimissioni del Papa, che dimissioni non mi sembra neanche il termine giusto! Mi sento una pecorella senza pastore!Credo che per arrivare a una decisione di questo tipo, qualunque essa sia, si debba soffrire molto. Oggi, alla messa vespertina , in parrocchia abbiamo pregato per il Santo Padre. Mi sembra tutto così strano il periodo storico che stiamo vivendo: sia a livello politico, sociale ed ora anche spirituale... e pensare che soltanto ieri Gesù ci invitava a non temere, a gettare le reti al largo , sulla Sua Parola !
Piero Platto
Pubblicato il 11 Feb 2013
Se il mio cuore vive in Dio lo devo a Papa Benedetto.Intriso e personalmente sorretto da catechesi del mercoledì, angelus, discorsi, messaggi, encicliche, rimango orfano di un'inarrivabile Magistero dell'Amore.Voglio ora, per onorarlo, rispondere all'Amore con l'Amore perchè le sue parole sono state vere Parole di vita.
Lino Camerlengo
Pubblicato il 11 Feb 2013
Un grandissimo Papa. Col suo gesto umile e vero ci sta dicendo chi è e come dovrà essere d'ora in poi il "Servo dei servi di Dio". Grazie Benedetto XVI !!!
Chiara Giacomello Frizzi
Pubblicato il 11 Feb 2013
All'apprendere la notizia questa mattina, ho pensato che lo Spirito Santo sa operare in modo stupefacente. Un gesto di grande peso quello di Sua Santità e che certamente sigilla un'epoca.
di Pietro Roberto
Pubblicato il 11 Feb 2013
Per quanto inedita non la trovo affatto una notizia sconcertante. Tutti vanno in pensione, va in pensione anche il Papa. Nel suo lungo pontificato Giovanni Paolo II deve aver messo mano anche a questa questione e Ratzinger, non dimentichiamolo, fu il suo primo collaboratore. Resterà in Vaticano, resterà a pregare in quello stesso luogo dove Giovanni Paolo II aveva voluto delle suore che vivessero in preghiera, nel cuore del Vaticano . Benedetto XVI ha assunto per se questo ruolo prezioso. Vi pare poco? Non vi viene in mente un ruolo migliore per un vecchio Papa?
Mauro Viscardi
Pubblicato il 11 Feb 2013
Vedo un grande gesto di umiltà, nella scelta di Benedetto XVI. Segno di contraddizione, e un esempio per tutti noi.
ALINE ROSSI- BRASILE
Pubblicato il 11 Feb 2013
"L'Amore ci fa liberi" IL Papa ha amato sempre. Dobbiamo esseregli vicini in questo momento dove Fede ed amore sono insieme per rispondere la chiamata di Gesù!!! Chi lascia padre, madre, campi...c'é il centuplo in questa terra...Il Papa ha lasciato tutto anche il suo ministero nos è suo, ma dii Dio. Un vero servo di Dio.
Cardenia
Pubblicato il 11 Feb 2013
Grazie papa Benedetto XVI, che tutti possano comprendere il tuo gesto di grande responsabilità. In un periodo storico in cui tutto si evolve rapidamente ci mostri che è necessario un cattolicesimo attivo e responsabile. Preghiamo per te e per colui che ti succederà!
Judit Tóth
Pubblicato il 11 Feb 2013
Le parole del Papa: "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che ..." mi é e mi sará un esempio per tutta la vita perché cosi si vive da autentico cristiano. Grazie infinite Santo Padre e sono unita a tutte le preghiere del mondo.
mercedi Francesca
Pubblicato il 11 Feb 2013
profonda riconoscenza,e appena appreso il cuore ha svelato lo stesso pensiero di Lucia Fronza Crepaz . Esultiamo .Proprio ora sempre piu' la forza della vita preghiera porti avanti cio' che lo Spirito SA.
Mino
Pubblicato il 11 Feb 2013
I sentimenti di gratitudine e stupore si confondono; una, mi pare, certezza questa decisione, sicuramente, è frutto di un cammino spirituale non facile ma cosciente. Grazie Santo Padre perché si è "fatto uomo". Gesù, uomo Dio, lo sentiamo già vicino, ora, anche il Papa (attorniato da una coltre di mistero) è diventato uno di noi, più umano. Che strano: un grande gesto di umiltà che rende GRANDE la persona che lo compie (il mistero dell'assurdo di Dio - è quando sono piccolo che ...) Mi sento orgolgioso - si orgoglioso - di appartenere alla Chiesa, questa Chiesa.
Maria Teresa Sala
Pubblicato il 11 Feb 2013
Anch'io dopo un momento di sgomento, ho colto la grandezza di questo atto coraggioso di Benedetto XVI. Grazie a Padre Fabio e Piero Coda per i loro commenti intrisi di tanta sapienza, danno luce su questo gesto grandioso.
MARIALAURA
Pubblicato il 11 Feb 2013
Lo stupore che proviamo, dunque, si apre alla gratitudine per l’umiltà e il coraggio di un atto che farà storia. La Chiesa SEMPRE al passo con itempi! Intravedo una Profezia che non mi è nuova.
Jennifer
Pubblicato il 11 Feb 2013
la prima cosa che ho pensato è stata: un vero atto di carità cristiana. Quale capo, anche dello stato, sarebbe disposto a rinunciare di sua spontanea volontà ad un incarico così alto e "prestigioso"? Sono felice di questo papa, perché umilmente forse proprio per la fatica, per la salute, e per le forze rimastegli non si sentiva più in grado di mantenere un compito così importante. Un qualunque altro "capo" se ne sarebbe rimasto sulla sua poltrona, comodo, a vivere gli "sfarzi" della vita che gli è stata concessa. Lui invece ha rinunciato a tutto, temendo anche la derisione e le critiche. Si è comportato da Servo di Dio. E, quindi, per lui sono felice e serena e spero che ora possa riposarsi. Perché credo abbia fatto tanto, anche se in maniera silenziosa, ha dovuto "subìre" la successione a GPII, che non è poco.
Pinuccio
Pubblicato il 11 Feb 2013
Certi uomini politici non riescono a progredire perchè troppo attaccati a sè stessi e in questo modo rallentano il cammino, altri invece con il loro lungimirante esempio, come il Papa con il suo coraggioso gesto di oggi, spingono la storia dell'umanità sempre più verso la sua positiva evoluzione: diventare insieme l'Altro! La Verità infatti è che non noi ma Lui fa sempre nuove tutte le cose.
Daniela
Pubblicato il 11 Feb 2013
Condivido pienamente gli articoli di Città Nuova che con competenza, professionalità e conoscenza esprimono concetti fondamentali della nostra fede oggi. Il Santo Padre, cosciente della debolezza nell'affrontare gli impegni suoi propri ha preferito rinunciarvi credendo che non importa chi sei, dove sei, importa rispondere allo Spirito nell'attimo che ti passa accanto, con coraggio, determinazione forza, credendo che Lui che da più di 2000 anni porta avanti la Chiesa saprà scegliere Colui per questo prossimo Pontificato.
Lorenza
Pubblicato il 11 Feb 2013
Intensifico la preghiera per il Papa perchè chissà quanti e quali commenti dovrà ora "sopportare". Anche questa è una forma di martirio che porteremo insieme a lui come comunità cristiana con la certezza che i disegni di Dio portano sempre alla resurrezione.
Marco Mascellani
Pubblicato il 11 Feb 2013
Anch'io ho nel cuore di far arrivare a Benedetto XVI il nostro affetto e la nostra vicinanza. Spero prima possibile! Grazie alle parole di Piero Coda che donano speranza, luce e serenità.
Salvatore Pandolfo
Pubblicato il 11 Feb 2013
Subito sinceramente sono rimasto attonito. Adesso, e sempre più col passare delle ore, capisco la coraggiosa scelta del nostro papa. Si sente che lo ha fatto per amore della Chiesa, riconoscendo che il suo fisico non reggeva più allo sforzo. Ho percepito forte in fondo all'animo che la Chiesa adesso, in questo oscuro momento storico del mondo, è nelle mani del suo fondatore : nostro Signore Gesù Cristo. Grazie degli affettuosi articoli.
gustavo claria
Pubblicato il 11 Feb 2013
Se la mia stima verso papa Ratzinger era già grande, in queste ore provo commozione e mi sento fortemente edificato dal suo gesto così umile e responsabile, che apre prospettive nuove. Da parte mia, un grande grazie a Sua Santità!
antonio de lorenzo
Pubblicato il 11 Feb 2013
Sono rimasto sconvolto,ma nello stesso tempo sono grato a questo Pontefice per la Sua umiltà e per la via che ci ha indicato con i Suoi scritti e con il Suo pensiero: sono anche certo che è stato lo Spirito Santo ad accompagnare questa Sua decisione e dobbiamo tutti esserGli vicini,perchè questa è una decisione che ha preso,certamente, in grande solitudine.
Maria
Pubblicato il 11 Feb 2013
Un grazie a Piero Coda e a padre Fabio Ciardi per ciò che hanno scritto: sono gli unici articoli che ho trovato fino ad ora che non "danno la notizia" solamente ma la spiegano colmando il vuoto che ciascun cristiano che ama la Chiesa ha sentito in queste ore per la decisione del Papa.
Regjina
Pubblicato il 11 Feb 2013
Stima, gratitudine e rispetto per questa scelta del nostro Papa.Sono albanese e più che mai in questi momenti mi sento figlia della Chiesa,quale Madre mi ha sempre nutrito di amore vero.
Maria Rita
Pubblicato il 11 Feb 2013
Dopo un primo momento di smarrimento, ho avuto anc'io un moto di gratitudune verso questo grande Papa! NOn è da tutti fare un passo indietro per amore ed umiltà! E' un esempio meraviglioso, in un mondo in cui ci sentiamo indispensabili, oppure attaccati alle poltrone ed ai posti di potere! Ammettere di non avere le forze per guidare la Chiesa in questi anni difficili, terribili, di scandali, persecuzioni è un atto di umiltà estrema e doveroso. La Chiesa ha bisogno di una guida forte, in salute (che non vuol dire necessariamente giovane anagraficamente), in grado di portare la Croce ed aiutare tutti noi ad andare avanti. Vorrei che tanti altri facessero altrettanto: fare un passo indietro per un Bene più grande!
Lucia Fronza Crepaz
Pubblicato il 11 Feb 2013
in un mondo in cui una volta occupato un posto di potere si perde il senso delle proporzioni... spicca il gesto del Papa che mi pare sia un bel segno di contraddizione. che si accompagna armonicamente con la testimonianza di GPII che invece scelse in un altro momento storico di testimoniare la forza della debolezza. La Chiesa ascolta il soffio dello spirito, esultiamo!!!!
Ornella
Pubblicato il 11 Feb 2013
Sono d'accordo con Gabriele, facciamo arrivare al papa il nostro affetto ma facciamo anche sentire a tanti che esiste una chiave di lettura positiva che mette una Luce su una scelta dolorosa ma tanto coraggiosa e straordinaria. Grazie a Piero Coda e Fabio Ciardi di quanto scritto.
Maria Chiara Prinzivalli
Pubblicato il 11 Feb 2013
Nutro profondo rispetto per il papa che manifesta grande umiltà e umanità. come Gesù in cui l'umano e il divino coesistono,in Benedetto XI l'uomo e il suo mandato per opera di Dio come suo vicario sulla terra sono tutto uno.Il bene supremo è dare la vita e lui lo fa umiliandosi fino in fondo per il bene della Chiesa assumendosi con libera scelta di coscienza e coraggio la responsabilità del suo gesto.
Gabriele
Pubblicato il 11 Feb 2013
Chissa' quali croci ha dovuto portare! Penso che la comunità dei credenti ed i membri del Movimento dei Focolari gli vogliano un MONDO di Bene. Facciamo arrivare al Papa il ns affetto e la ns vicinanza!



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